Direttiva Tartufaie Controllate e Coltivate regione Emilia Romagna

Il 09 dicembre la regione Emilia Romagna ha deliberato la nuova Direttiva sulle Tartufaie Controllate e Coltivate, questo grazie al lavoro dello staff dell’Assessore dell’Agricoltura Caccia e Pesca Alesio Mammi, alcuni sui tecnici e gli appartenenti alla Consulta per la Salvaguardia del Patrimonio Tartufigeno della Regione.

Dopo un lungo confronto in consulta la regione è arrivata a definire un testo che da una risposta concreta al problema da troppi anni latente: in alcune province come Bologna e Cesena-Forlì, dove il territorio per praticare la libera cerca è praticamente nullo, causato da un’eccessiva estensione di tartufaie controllate, con questo documento si è voluto dare una nuova prospettiva con regole chiare; si è definito un limite sull’estensione massima delle controllate private di 5 ha e di quelle consortili di 10 ha (limite più basso in Italia), oltre a definire un piano culturale di miglioramento adeguato ai nostri tempi.

E’ stato definito un CORRIDOIO di minimo 500 metri, è una distanza minima che deve dividere le tartufaie Controllate in modo da non avere tante piccole tartufaie una attaccata all’altra facendone diventare una unica grande come succede un Umbria, oggi è la prima regione ad avere un corridoio così ampio da utilizzare per la libera cerca. Una durata di 10 anni per ogni concessione nuove o esistenti e i regolamenti per mantenerle in essere. Si sono definiti i limiti da rispettare rispetto ai rii e i piani culturali di miglioramento. Queste scelte derivano dalle problematiche emerse in consulta sull’aumento esponenziale dei tartufai, oltre i 20mila tesserini attivi in regione.

Ci auspichiamo che questo lungo lavoro tra le parti sia solo l’inizio di una vera e propria collaborazione e che si possa esportare in tutte le regioni d’Italia.

https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/novita/notizie/primo-piano/tartufaie-controllate-e-coltivate-aggiornati-criteri-maggiori-controlli-e-procedure-omogenee

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