Statuto

Dell’ ASSOCIAZIONE PARMENSE RACCOGLITORI TARTUFI aps

 

******************************

ART. 1

Costituzione Denominazione Sede

E’ costituita, ai sensi della legge nazionale 7 Dicembre 2000 n. 383 e della legge regionale 9 dicembre 2002 n. 34 e successive modifiche, L’Associazione denominata: ASSOCIAZIONE PARMENSE RACCOGLITORI TARTUFI aps

con sede in  Felino  PR  – 43035 – Via Grazia Deledda n. 1

Codice Fiscale e Partita IVA 02315390340 Operante senza fini di lucro.

L’eventuale trasferimento della sede legale nell’ambito dello stesso comune non costituisce modifica statutaria e può essere deliberato dall’assemblea ordinaria. La durata dell’Associazione è illimitata

ART. 2

Scopi e Attività

L’Associazione è aconfessionale e apartitica e non persegue fini di lucro, gli eventuali utili devono essere destinati interamente alla realizzazione delle finalità istituzionali.

L’Associazione persegue interessi collettivi attraverso lo svolgimento continuativo di attività di promozione sociale a favore degli associati e di terzi, ha come intento quello di creare un centro di aggregazione per tutti coloro che ricercano tartufi e vogliono salvaguardare e migliorare l’ambiente tipico delle tartufaie, in una logica di protezione e di salvaguardia dell’ambiente, in particolare per la realizzazione dello scopo prefissato e anche nell’intento di agire a favore di tutta la collettività. 

Mediante:

  1. La difesa, il recupero e l’incremento delle tartufaie naturali;
  2. La realizzazione di nuove tartufaie;
  3. Lo studio della biologia e dell’ecosistema del tartufo;
  4. L’assistenza per le analisi (geologica, pedologica, ecologica) e per la ricerca di appropriate tecniche agro-colturali, che garantiscano il rispetto delle tartufaie e dell’ambiente circostante da parte dei cercatori e coltivatori;
  5. La raccolta e lo scambio di informazioni tecniche, volte alla formazione e all’aggiornamento di coloro che cercano o coltivano il tartufo;
  6. La collaborazione con ricercatori impegnati nello studio e nella coltivazione del tartufo, con verifica e controllo delle piantine micorizzate;
  7. Lo studio della legislazione in materia di tartufo al fine della sua corretta applicazione, nonché la collaborazione propositiva alla stesura di nuovi testi normativi volti a introdurre modifiche migliorative alle leggi vigenti; 

Al fine di conseguire gli scopi sociali, l’Associazione potrà:

  1. Tenere corsi riguardanti la biologia, l’ecosistema, la raccolta, la coltivazione, la cucina, la commercializzazione e la legislazione del tartufo;
  2. Organizzare gare cinofile per la ricerca del tartufo;
  3. Organizzare manifestazioni, incontri, dibattiti, convegni, spettacoli, feste, sagre, mostre, fiere, mercati ed escursioni, al fine di valorizzare zone o paesi vocati alla raccolta e alla coltivazione del tartufo, con particolare attenzione al recupero di aree abbandonate o depresse;
  4. Istituire e coordinare l’attività di guardie giurate volontarie, che vigilino sul rispetto della normativa in materia di raccolta e coltivazione del tartufo, nonché di tutela dell’ambiente;
  5. Attivare rapporti e sottoscrivere convenzioni con enti pubblici e privati, nazionali ed esteri, anche per la gestione diretta di riserve, spazi e strutture;
  6. Assistere nella realizzazione delle istanze volte al rilascio delle autorizzazioni per la raccolta del tartufo e delle attestazioni di riconoscimento delle tartufaie coltivate e controllate;
  7. Assistere nelle procedure per l’accesso ai contributi pubblici e privati a favore della tartuficoltura;
  8. Allestire e gestire punti di ristoro, collegati alle proprie strutture ed eventualmente anche in occasione di manifestazioni, feste, sagre e spettacoli;
  9. Esercitare in modo meramente marginale e senza scopi di lucro, attività di natura commerciale per autofinanziamento, nel rispetto delle normative amministrative e fiscali vigenti;
  10. Svolgere ogni altra attività connessa o affine a quelle sopraelencate e compiere, sempre nel rispetto della normativa di riferimento, ogni atto o operazione contrattuale necessaria o utile alla realizzazione diretta o indiretta agli scopi istituzionali.

Le attività di cui al precedente comma, o quelle direttamente connesse, sono rivolte agli associati ed a terzi, e sono svolte in modo continuativo e prevalentemente tramite le prestazioni personali, volontarie e gratuite dai propri aderenti, in caso di necessità è possibile assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri associati.

ART. 3

Risorse Economiche

L’Associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e per lo svolgimento della propria attività da:

  1. Quote associative annuali e-o particolari versate dai soci;
  2. Donazioni, lasciti, elargizioni, concesse senza condizioni che limitino l’autonomia dell’Associazione, con l’obbligo di destinare i beni ricevuti e le loro rendite al conseguimento delle finalità previste dall’atto costitutivo e dallo statuto;
  3. Contributi dello stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubbliche, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
  4. Contributi dell’Unione Europea e di organismi internazionali;
  5. Entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
  6. Proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
  7. Erogazioni liberali degli associati e di terzi;
  8. Entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento (per esempio: feste, sottoscrizioni anche a premi, gare, pubblicità, organizzazione di manifestazioni sportive e ricreative);
  9. Altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale;

Il fondo comune, costituito da avanzi di gestione, fondi, riserve e tutti i beni acquisiti a qualsiasi titolo dall’associazione, non è mai ripartibile fra gli associati durante la vita dell’associazione né all’atto del suo scioglimento.

E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto utili e avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, se non la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge.

Gli avanzi di gestione debbono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali ed a quelle ad esser direttamente connesse.

L’esercizio finanziario dell’Associazione ha inizio il 1° Gennaio e termine il 31 Dicembre di ogni anno.

Al termine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il bilancio consuntivo o rendiconto e lo sottopone all’approvazione dell’Assemblea entro quattro mesi.

Copia del bilancio consuntivo verrà messo a disposizione di tutti gli associati assieme alla convocazione dell’Assemblea che ne ha all’ordine del giorno l’approvazione.

ART. 4

Membri dell’Associazione

All’Associazione possono aderire senza alcun tipo di discriminazione, tutti i soggetti che decidono di perseguire lo scopo dell’associazione e di sottostare al suo statuto.Possono essere soci sia persone fisiche aventi le capacità di agire, che persone giuridiche private senza scopo di lucro o economico. I soci hanno stessi diritti e stessi doveri, eventuali ed eccezionali preclusioni, limitazioni, esclusioni devono essere motivate e strettamente connesse alla necessità di perseguire i fini promozionale sociale che l’Associazione si propone. Il numero degli aderenti è illimitato. L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato, fermo restando in ogni caso il diritto di recesso. Sono soci ordinari coloro che pagano una quota annua, la stessa non sarà cedibile. Tutti i soci hanno il dovere di difendere il buon nome dell’Associazione, il diritto di frequentarla, secondo le modalità stabilite dall’apposito regolamento interno e godono di tutte quelle agevolazioni che l’Associazione può offrire. E’ espressamente escluso ogni limite, sia temporale che operativo, al rapporto associativo medesimo e ai diritti che ne derivano.

ART. 5

Criteri Ammissione ed esclusione dei soci 

L’ammissione a socio, deliberata dal Consiglio Direttivo, è subordinata alla presentazione di apposita domanda sottoscritta quale persona fisica o quale legale rappresentante dell’ente o della persona giuridica che rappresenta, specificando:

  1. nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza e codice fiscale per le persone fisiche;
  2. denominazione, sede sociale, codice fiscale e indicazione dell’attività svolta per gli enti;
  3. dichiarazione di attenersi al presente statuto, agli eventuali regolamenti interni e alle deliberazioni prese dagli organi sociali;
  4. l’atto dell’iscrizione comporta espressamente l’esonero dell’Associazione, e dei membri del Consiglio Direttivo, da qualsiasi responsabilità per infortuni o danni a persone, animali o cose che dovessero prodursi prima, durante o dopo ogni attività o manifestazione sociale.

Il Consiglio Direttivo cura l’annotazione dei nuovi aderenti nel libro dei soci dopo che gli stessi avranno versato la quota associativa annuale (con contestuale rilascio della tessera associativa).

L’eventuale reiezione della domanda deve esser sempre motivata e comunicata in forma scritta, l’aspirante associato non ammesso ha facoltà di fare ricorso contro il provvedimento alla prima assemblea degli associati che sarà convocata.

In caso di domande di ammissione come associato presentate da minorenni, le stesse dovranno essere controfirmate dall’esercente la responsabilità genitoriale.

In caso di domanda presentata da soggetti diversi da persone fisiche, dovrà essere presentata dal legale rappresentante del soggetto che richiede l’adesione.

 

La qualifica di socio si perde:

  1. – per decesso;
  2. – per recesso;
  3. – per esclusione;
  4. – per comportamento contrastante con gli scopi dell’Associazione;
  5. – per persistenti violazione degli obblighi statutari, degli eventuali regolamenti e deliberazioni adottate dagli organi dell’Associazione;
  6. – per decadenza causa mancato pagamento della quota associativa per due anni consecutivi, oppure trascorsi due mesi dal sollecito;
  7. – quando in qualunque modo arrechino volontariamente danni morali o materiali all’Associazione;
  8. – per indegnità, sulla proposta per la radiazione per indegnità, delibera l’assemblea dei soci a maggioranza dei 2/3 dei votanti, a scrutinio segreto;

L’esclusione dei soci è deliberata dal Consiglio Direttivo .

In ogni caso, prima di procedere all’esclusione, devono essere contestati per iscritto al socio gli addebiti che allo stesso vengono mossi, consentendo facoltà di replica.

Sull’esclusione l’associato ha facoltà di fare ricorso contro il provvedimento alla prima assemblea dei soci che sarà convocata.

Fino alla data di svolgimento dell’Assemblea il provvedimento si intende sospeso.

L’esclusione diventa operante dalla annotazione sul libro dei soci a seguito di delibera dell’Assemblea che abbia ratificato il provvedimento di esclusione adottato dal Consiglio Direttivo.

Il recesso da parte degli associati deve essere comunicato in forma scritta all’Associazione, il Consiglio Direttivo ne prende atto alla sua prima riunione utile.

Il recesso e l’esclusione del socio viene annotato dal Consiglio direttivo sul libro degli associati, il socio receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote versate.

Le quote versate sono intrasmissibili e non rivalutabili.

ART. 6

Diritti e Doveri dei Soci

I soci hanno diritto a:

  1. partecipare a tutte le attività promosse dall’Associazione;
  2. godere, se maggiorenne, dell’elettorato attivo e passivo;
  3. prendere visione di tutti gli atti deliberativi e di tutta la documentazione relativa alla gestione della Associazione , con possibilità di prenderne copia.

 

I soci sono obbligati a:

  1. osservare il presente statuto, i regolamenti interni, le deliberazioni legalmente adottate dagli organi associativi;
  2. astenersi da qualsiasi comportamento che si ponga in contrasto con gli scopi e le regole dell’Associazione;
  3. versare la quota associativa di cui al precedente articolo;
  4. contribuire, nei limiti delle proprie possibilità, al raggiungimento degli scopi statutari secondo gli indirizzi degli organi direttivi.

ART. 7

Organi dell’Associazione

Sono Organi dell’Associazione:

  • L’Assemblea dei soci;
  • Il Consiglio Direttivo;
  • Il Presidente;
  • Il Vice Presidente;
  • Il Segretario;
  • Il Collegio dei revisori;
  • Il Collegio dei probiviri;

L’elezione degli organi dell’associazione non può essere in alcun modo vincolata o limitata nel rispetto della massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo.

Le cariche associative vengono ricoperte a titolo gratuito, salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute.

ART. 8

l’Assemblea

L’Assemblea generale degli associati è il massimo organo deliberativo dell’Associazione ed è convocata in sessioni ordinarie e straordinarie.

Essa è l’organo sovrano dell’Associazione e all’attuazione delle decisioni da essa assunte provvede il Consiglio Direttivo.

Nelle assemblee hanno diritto di voto gli associati maggiorenni in regola con il versamento della quota associativa dell’anno in corso.

Ogni associato potrà farsi rappresentare in Assemblea da un altro associato con delega scritta.

Ogni associato non può ricevere più di due deleghe.

L’Assemblea viene convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio o rendiconto consuntivo e ogni qualvolta lo stesso Presidente o almeno tre membri del Consiglio direttivo o un decimo degli associati la richiedano, i quali dovranno avanzare  domanda scritta al Presidente della associazione, proponendo l’ordine del giorno, In tal caso l’Assemblea dei soci dovrà essere convocata entro trenta giorni.

L’assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in sua assenza dal Vice Presidente ed in assenza di entrambi da un altro membro del Consiglio direttivo eletto dai presenti.

Le convocazioni devono essere effettuate mediante avviso scritto in forma cartacea, informatica o telefonica, da recapitarsi almeno quindici giorni prima della data della riunione.

L’Assemblea è validamente costituita in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la metà dei soci.

In seconda convocazione  che non può aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima, l’Assemblea  è validamente costituita qualunque sia  il numero dei soci intervenuti o rappresentati, trascorsi almeno trenta minuti dall’orario di convocazione.

Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono prese a maggioranza di voti. 

L’Assemblea Ordinaria:

  1. nomina i componenti del Consiglio direttivo;
  2. approva il bilancio consuntivo o rendiconto relativamente ad ogni esercizio;
  3. stabilisce l’entità della quota associativa annuale;
  4. elegge eventualmente i membri del Collegio dei Revisori e adotta eventuale azione di revoca di tale organismo;
  5. si esprime sull’esclusione dei soci dell’associazione;
  6. si esprime sulla reiezione di domande di ammissione di nuovi associati;
  7. delibera su tutto quanto viene ad essa demandato a norma di statuto o proposto dal Consiglio direttivo;
  8. fissa le linee di indirizzo dell’attività annuale;
  9. destina eventuali avanzi di gestione alle attività istituzionali; 

L’Assemblea straordinaria :

Delibera sulle modifiche dello statuto e sullo scioglimento anticipato della Associazione.

Per le modifiche statutarie  occorrono in prima convocazione il voto favorevole della metà degli associati, in seconda convocazione occorre la presenza di almeno la metà degli associati e il voto favorevole dei tre quarti dei presenti.

Qualora nella seconda convocazione non venisse raggiunto il quorum costitutivo, è possibile indire una terza convocazione, a distanza di almeno un mese dalla seconda convocazione, nella quale la deliberazione in merito a modifiche statutarie sarà valida qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati purché adottata all’unanimità.

Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

Nelle deliberazioni del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità i componenti del Consiglio Direttivo non hanno diritto di voto.

La convocazione dell’assemblea straordinaria, oltre che dal Consiglio direttivo, può essere richiesta da un decimo degli associati, i quali dovranno avanzare  domanda scritta al presidente della associazione , proponendo l’ordine del giorno.

In tal caso l’assemblea generale dei soci dovrà essere convocata entro trenta giorni.

ART. 9

Il Consiglio Direttivo

Il Consiglio direttivo è formato da un numero dispari di membri non inferiori a tre e non superiori a nove consiglieri, eletti dall’Assemblea dei soci.

I membri del Consiglio direttivo rimangono  in carica per  tre anni e sono rieleggibili per due mandati consecutivi.

Possono far parte del Consiglio direttivo esclusivamente gli associati.

Nel caso in cui per dimissioni o altre cause uno dei componenti del Consiglio decada dall’incarico, l’Assemblea degli associati provvede alla sostituzione nella seduta immediatamente successiva, oppure il Consiglio direttivo provvede alla sua sostituzione nominando il primo tra i non eletti, salvo rettifica da parte dell’Assemblea degli associati immediatamente successiva, che rimane in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio.

Nel caso in cui oltre la metà dei membri del Consiglio decada, l’Assemblea deve provvedere alla nomina di un nuovo Consiglio.

Il Consiglio direttivo:

  1. nomina al suo interno un Presidente, un Vice Presidente ed un Segretario-Tesoriere;
  2. cura l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea;
  3. predispone il bilancio o rendiconto;
  4. delibera sulle domande di nuove adesioni e sui provvedimenti di esclusione degli associati;
  5. delibera l’eventuale regolamento interno e le sue variazioni;
  6. provvede alla attività di ordinaria e straordinaria amministrazione che non siano spettanti all’Assemblea dei soci;

Il  Consiglio direttivo è presieduto dal Presidente o in caso di sua assenza dal Vice Presidente ed in assenza di entrambi dal membro più anziano di età.

Il Consiglio direttivo è convocato con comunicazione mediante avviso scritto  in forma cartacea, informatica  o telefonica almeno quindici giorni prima della riunione.

In difetto di tale formalità il Consiglio è comunque validamente costituito se risultano presenti tutti i consiglieri.

Di regola è convocato ogni tre mesi e ogni  qualvolta il Presidente o in sua vece il Vice Presidente, lo ritenga opportuno, o quando almeno i due terzi dei componenti ne facciano richiesta.

Assume le proprie deliberazioni con la presenza della maggioranza dei suoi membri ed il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti.

Nel caso in cui il consiglio direttivo sia composto da solo tre componenti, esso è validamente costituito e delibera quando sono presenti tutti.

I verbali di ogni adunanza del Consiglio direttivo, redatti in forma scritta a cura del Segretario o da chi ha svolto le funzioni da segretario (nel caso in cui non  venga nominato preventivamente) e sottoscritti dallo stesso e da chi ha presieduto l’adunanza, vengono conservati agli atti.

ART. 10

Presidente – Vice Presidente – Segretario – Tesoriere 

Il Presidente.

Nominato dal Consiglio direttivo tra i suoi membri, dura in carica tre anni ed è rieleggibile.

Ha il compito di presiedere lo stesso nonché l’assemblea dei soci, stabilisce l’ordine del giorno delle riunioni del Consiglio Direttivo, le presiede e coordina l’attività della Associazione con criteri di iniziativa per tutte le questioni non eccedenti l’ordinaria amministrazione.

Al Presidente è attribuita la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi e in giudizio.

In caso di sua assenza o impedimento le sue funzioni spettano al Vice Presidente, anch’esso nominato dal Consiglio direttivo.

In caso di accertato definitivo impedimento o dimissioni, spetta al Vice Presidente convocare entro trenta giorni il Consiglio direttivo per l’elezione del nuovo Presidente.

Il Presidente cura l’esecuzione delle delibere del Consiglio direttivo e, in casi eccezionali di necessità  ed urgenza ne assume i poteri, in tal caso egli deve contestualmente convocare il Consiglio direttivo per la ratifica del suo operato.

Il Vice Presidente.

Nominato dal Consiglio direttivo tra i suoi membri, dura in carica tre anni ed è rieleggibile. Partecipa alle sedute del Consiglio direttivo e alle riunioni dell’Assemblea.

Il Vice Presidente sostituisce il Presidente in caso di sua assenza o impedimento.

Al Vice Presidente possono essere delegati dal Presidente parte dei suoi compiti in via transitoria o permanente.

Il Segretario-Tesoriere.

Nominato dal Consiglio direttivo tra i suoi membri, dura in carica tre anni ed è rieleggibile.

Il Segretario con funzioni di tesoriere, dirige gli uffici dell’Associazione, cura il disbrigo degli affari ordinari, aggiorna il libro soci, svolge ogni altro compito a lui demandato dalla presidenza o dal Consiglio, dai quali riceve le direttive per lo svolgimento delle sue mansioni.

Amministra il fondo sociale e ne è responsabile di fronte al Consiglio, gestisce i rapporti con gli istituti di credito e si occupa degli incassi e dei pagamenti. Partecipa alle riunioni dell’Assemblea e alle sedute del Consiglio, avendo il compito di redigere e trascrivere sui libri sociali i relativi verbali.

ART. 11

Il Collegio dei Revisori

Il Collegio dei Revisori oppure il Revisore dei Conti Unico se nominato, ha funzioni di controllo amministrativo-finanziario ed è composto da tre membri effettivi, di cui uno con funzioni di Presidente, eletti  dall’Assemblea anche fra i non associati.

Il Collegio oppure il Revisore dei Conti Unico, resta in carica per la durata del Consiglio direttivo e i suoi membri sono rieleggibili.

Il Collegio dei Revisori controlla l’amministrazione dell’Associazione, la corrispondenza del bilancio alle scritture contabili e vigila sul rispetto dello statuto.

Può partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo e alle assemblee, senza diritto di voto, e predispone la propria relazione annuale in tema di bilancio consuntivo.

ART. 12

Clausola Compromissoria

Qualsiasi controversia dovesse sorgere per l’interpretazione del presente statuto tra gli organi, tra i soci, oppure tra gli organi e soci, deve essere devoluta alla procedura di conciliazione che verrà avviata da un amichevole conciliatore, il quale opererà secondo i principi di indipendenza, imparzialità e neutralità, senza formalità di procedura entro sessanta giorni dalla nomina.

I soci si impegnano a non adire in nessun modo alle vie legali per le loro eventuali questioni o controversie con l’Associazione.

Il conciliatore, qualora non sia individuato preventivamente dall’Assemblea, è nominato di comune accordo tra le parti contendenti, in difetto di accordo entro trenta giorni dall’Assemblea.

La determinazione raggiunta con l’ausilio del conciliatore avrà effetto di accordo direttamente raggiunto tra le parti; in caso di mancato accordo, sulla controversia decide in via definitiva l’assemblea a maggioranza dei componenti.

ART. 13

Il Collegio dei Probiviri

Il Collegio dei probiviri è organo di garanzia statutaria, regolamentare e di giurisdizione interna.

I membri del Collegio dei probiviri e composto da un minimo di tre fino ad un massimo di cinque membri scelti dall’Assemblea dei soci che non ricoprano altre cariche sociali.

Il Collegio dei probiviri interpreta le norme statutarie e regolamentari di competenza e fornisce pareri agli organismi dirigenti sulla loro corretta applicazione.

Emette, ove richiesto pareri di legittimità su atti, documenti, e deliberazioni degli organismi dirigenti, secondo le sue competenze.

Dirime nell’ambito di propria competenza, le controversie insorte tra i soci, tra questi e gli altri organismi dirigenti, fra organi dirigenti.

I componenti del Collegio dei probiviri hanno diritto di partecipare alle riunioni degli organismi consiliari su cui hanno giurisdizione.

Il Collegio dei probiviri rimane in carica per tre anni e la loro elezione non può coincidere  con l’elezione dell’organo direttivo.

ART. 14

Scioglimento

Lo scioglimento dell’Associazione deve essere deliberato dall’Assemblea straordinaria con il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati aventi diritto di voto.

In caso di scioglimento dell’Associazione sarà nominato un liquidatore scelto anche fra i non associati, che curi anche la liquidazione di tutti i beni mobili ed immobili ed estingua le obbligazioni in essere.

L’Assemblea all’atto dello scioglimento dell’Associazione delibererà, sentito l’organismo di controllo preposto di cui all’art. 3 comma 190 della Legge 662/96, in merito alla destinazione dell’eventuale residuo attivo dell’Associazione.

Tutti i beni residui saranno devoluti ad altre Associazioni che perseguono finalità analoghe oppure  a fini di  pubblica utilità e comunque ai fini di utilità sociale, fatta salva diversa destinazione imposta dalla legge.

ART. 15

Rinvio

Il presente statuto composto da n°15 articoli è stato deliberato ed approvato dalla Assemblea straordinaria.

Per quanto non espressamente riportato in questo statuto si fa riferimento al codice civile e ad altre norme di legge vigenti in materia.

Il Presidente in carica

 ASSOCIAZIONE PARMENSE RACCOGLITORI TARTUFI  aps

c/o Studio C.E.D.A sas Via Grazia Deledda n° 1

 43035 Felino Parma